Mondiale TRIAL GP la tappa finale

Resoconto di un’esperienza….

… memorabile, fantasmagorica, elettrizzante.

Già, potrebbero essere questi tre, dei tanti, gli aggettivi per descrivere il week end che ci ha portati ad Arco, o meglio all’OFF ROAD PARK di Pietramurata.

Tutto inizia il sabato, ci sono le qualifiche e la chiamata di Valter Feltrinelli ci allerta per andare a “Pietra” ancora la mattina, così alle 7 e mezza ci facciamo trovare pronti ai cancelli d’entrata del circuito, dove il Moto Club del Garda ha tracciato le 15 Zone che daranno vita alle gare della domenica. Il nostro compito di oggi è quello di dare una mano ai giudici che effettueranno le verifiche tecniche sulle moto dei piloti. La giornata comincia però male, il cielo inizialmente grigio si fa sempre più scuro, alle nove, ora d’inizio delle verifiche, e mentre le prime ragazze si avvicinano all’area adibita una fine e fastidiosa pioggerella inizia a scendere, poco male pensiamo “se resta così leggera non infastidisce”, neanche il tempo di finire il pensiero e si aprono le cataratte del cielo, la pioggia si più insistente tanto che i giudici decidono di accelerare i tempi omettendo il controllo fonometrico delle moto.

Per un’oretta abbondante si susseguono i piloti delle classi minori, in un tripudio di rombi e tra il profumo acre dei 2 tempi ci vediamo passare a fianco Gas Gas, Sherco, Scorpa, Beta, tutte tirate a lucido e pronte per affrontare il fango ed i sassi del Trentino. È verso la fine però che l’emozione si fa più intensa, iniziano ad arrivare quelli forti … per davvero … Raga e la sua TRRS, Cabestany e la Sherco, e poi il trittico, Fuji, Busto ed il mitico numero uno Toni con le loro Montesa Repsol, e noi lì a pochi centimetri da loro.

Alle 11 finiscono le verifiche e siamo liberi di girare, dobbiamo aspettare il pomeriggio, ci saranno le qualifiche alle quali faremo solo da spettatori. Ci aggiriamo indisturbati tra i camion ed i camper delle varie squadre sparpagliati nel piazzale dei paddock, anche qui facce note continuano a girarsi indisturbate tra di noi.

Arriva ora di pranzo e gli organizzatori ci fanno trovare un abbondante cestino con panini e bibite, così mentre il sole ricomincia a farsi vedere tra le nuvole, ci sediamo a rifocillarci.

Nel primo pomeriggio ci raggiunge anche il resto del gruppo, manca poco alle qualifiche così dopo un breve giretto ci portiamo davanti alle transenne, ce le spariamo tutte d’un fiato così come esse stesse basano tutta la loro spettacolarità nella velocità anziché nella tecnica. Con la velocità ci rubano due ore di respiri, un sali scendi dai sassi e dagli ostacoli senza tregua, che fa passare il tempo senza quasi accorgersene.

A questo punto però ci troviamo di fronte nuovamente hai nostri compiti, siamo qui sì per divertirci, ma abbiamo anche dei compiti, alle 17 e 30, puntuali come gli orologi svizzeri veniamo chiamati per le riunioni, chi per imparare ad usare i tablet segnapunti, chi per essere informato delle decisioni dei giudici su come comportarsi in Zona l’indomani.

Finisce così la prima giornata, con una pizza in compagnia sulla strada del ritorno.

Domenica, il giorno più importante, oggi ci sono le gare, ore 6 e 30 pronti alla partenza, alle 7 e 30 ci aspettano all’OFF ROD PARK per le operazioni preliminari.

Arriviamo puntali, ci cambiamo ed andiamo diretti alla riunione dove incontriamo i nostri giudici capi, il nostro compito sarà quello di aiutarli nel tenere sotto controllo la zona evitando che penalità vengano lasciate impunite o non viste.

Ci dividiamo in gruppi, riceviamo tutto il necessario e ci avviamo verso le zone assegnate. Siamo fortunati, ci sono state assegnate le zone 12, 13 e 14, e siamo tutti praticamente a vista, ci confrontiamo con i nostri capi giudici e cominciamo a prendere dimestichezza con il terreno, valutiamo dove è meglio posizionarsi e ci dividiamo i compiti.

Anche oggi il tempo non è clemente, una pioggia ci ha accompagnati sin dai primi minuti bagnando il terreno e costringendoci sotto gli ombrelli, ora però che si avvicinano le nove e l’inizio delle gare sembra dare una tregua, iniziamo a chiudere gli ombrelli e prepararci.

Essendo le zone finali della gara dobbiamo aspettare un po’ prima che la prima ragazza arrivi ai nostri cancelli, quindi abbiamo tutto il tempo per poter fare qualche foto ed immortalare un momento che per noi rimarrà epico. Poi finalmente si inizia, arriva la prima ragazza, il panico sale, mille dubbi ci assalgono “saremo in grado di fare bene o combineremo un mare di ca***te???”, ma oramai siamo in ballo e dobbiamo ballare, non ce più temo per i rimpianti o per tirarsi in dietro.

I concorrenti passano uno ad uno e con essi anche la paura che ci assale, il sole si fa largo tra le nuvole e come loro anche i nostri dubbi e timori si dissolvono, si tramutano in piacere, in divertimento, … cavolo … siamo parte di un evento mondiale ed oltre a poterlo vedere dalla primissima fila possiamo vantarci di esserne stati un piccolo tassello nell’organizzazione.

Finalmente arrivano i BIG, e vederli è uno spettacolo, vedere da vicino i vari stili, la tecnica di uno contro l’aggressività dell’altro, che meraviglia, su da un sasso giù da una scalinata, a gas tutto aperto per salire la rampa, un’orchestra di accelerate, frenate, fuori giri, staccate di frizione … musica per chi riesce a capirne e comprenderne la filosofia.

Il tempo accelera e tutto finisce troppo in fretta, i BIG passano e finiscono il loro primo giro.

Abbiamo quindi un attimo di tregua, le prime ragazze che affrontano il secondo giro sono già partite, ma prima che arrivino alla nostra zona passerà ancora qualche momento. Ci rilassiamo facciamo quattro chiacchiere, andiamo dai nostri vicini di Zona per confrontarci, dirci cosa è successo mentre eravamo occupati a controllare e timbrare i cartellini, scherziamo ridiamo e nel frattempo arrivano i concorrenti, tutto si ripete, arrivano, entrano a piedi per ricontrollare la zona ed essere sicuri che nulla sia cambiato dal primo giro, si confrontano con i loro assistenti e poi si avviano al cancello per riprendere la moto ed iniziare il percorso.

Ci siamo, ricominciamo anche noi, attenti a controllare gli errori. Così come al primo giro iniziano le ragazze della Trial GP Women 2, ma mentre si accodano al cancello d’entrata arrivano anche le Women  1 ed i ragazzi della Trial GP 2. Passano tutti, meglio che al primo giro, il terreno si sta asciugando e le condizioni sono più favorevoli, gli errori diminuiscono.

Anche adesso però l’attesa è tutta per i campioni che saranno gli ultimi a presentarsi al cancello di partenza, ci accorgiamo che stanno arrivando dalla folla di gente che lentamente si sposta da una zona all’altra per avere la visibilità migliore. Sono tutti in visibilio, è l’ultimo giro della stagione e qui si aggiudica il mondiale, anche se Toni lo ha già matematicamente vinto la scorsa settimana, l’attesa della conferma ufficiale è tanta.

Arrivano, e come prima il tempo sembra accelerare, si susseguono tutti, passano le nostre zone ed entrano nella quindicesima, quella conclusiva, Bou, l’ultimo della combriccola, sta saltando gli ultimi sassi, ultima curva, e oltre il cancello END, … 0 punti per lui … si è concluso i mondiale e Toni vince per l’ennesima volta.

Che spettacolo, quasi non ci accorgiamo che il tempo è nuovamente cambiato, sta ricominciando a piovere, corriamo a raccattare le fettucce ed i cartelli della nostra zona e rapidamente ci portiamo al tendone dove avverrà il de briefing conclusivo. Facciamo giusto in tempo ad entrare che si scatena il finimondo, un temporale con i fiocchi si rovescia sul tracciato e sui poveri spettatori facendoli fuggire, peccato alle premiazione ci sarà poca gente. Riconsegniamo tablet, pettorali e cartelloni e siamo liberi, abbiamo assolto ai nostri doveri.

Ci sono le premiazioni, il temporale è passato, salgono sul podio tutti i vincitori delle varie categorie di gara, per le ragazze della Trial2women vince la tedesca Steinert Jule, per la categoria TrialGPwomen vince un’altra tedesca, Bauml Theresa, per i ragazzi della Trial2 la spunta Martyn Toby con la sua Vertigo, mentre trai i BIG della TrialGP neanche a dirlo sul gradino più alto sale lui il mito, Toni Bou, seguito da Raga e Busto, un podio tutto spagnolo.

Subito a seguire le premiazioni per i vincitori del campionato, Lorenzo Gandola vince la classe 125, Neus Murcia la Gp2 Women, l’inglese Emma Bristow la GPWomen, Iwan Roberts la GP2 mentre la classe regina per l’11 volta consecutiva se la aggiudica lui: il più titolato pilota della storia (al suo attivo 22 titoli iridati) il mitico, superlativo ed insuperabile TONI BOU.

Beh, che altro dire se non che nel finale e grazie all’intercessione del nostro amico Gino Sembenini siamo andati al paddock della Montesa Honda per fare quattro foto assieme ai campioni,  un’esperienza elettrizzante, un fine settimana indimenticabile. Un grazie speciale al Moto Club del Garda ed in particolare a Valter FeltrinelliGino Sembenini e Umberto Trentini per  l’occasione offertaci.

Con la speranza di aver assolto nel migliore dei modi ai nostri doveri e auspicando in una nuova chiamata per l’anno prossimo (visto che l’OFF ROAD PARK ospiterà nuovamente questa manifestazione nel 2018),             vi lascio.

 

Magari a settembre dell’anno prossimo ci incontreremo sui piazzali polverosi di Pietramurata trascinati laggiù dalla passione comune per il tassello quadrato.

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